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Diritti negati, sulla forza delle donne indiane: “Come lacrime nella pioggia” Sofia Domino

scritto il 03 Giu 2014 da in La tua vocearticolo letto 3.723volte

COME LACRIME NELLA PIOGGIA 3 - prostituzione

Sono Sofia Domino, autrice del libro “Come lacrime nella pioggia”, uscito questo 19 maggio. Il mio romanzo accende i riflettori sulle condizioni di vita delle donne indiane, sui diritti negati, sulla forza delle donne e sull’importanza di una vera amicizia.
“Come lacrime nella pioggia” è leggibile gratuitamente, e per riceverlo (in pdf) basta inviarmi un’e-mail all’indirizzo sofiaromanzo@yahoo.it
Ho reso il mio romanzo leggibile gratuitamente perché, in questo modo, incoraggio i lettori a sostenere Change.org, COME LACRIME NELLA PIOGGIA 4 - Change.orgpiattaforma online gratuita di campagne sociali, sul quale ho lanciato una petizione per aiutare le donne indiane.

Inoltre, incoraggio i lettori a sostenere Amnesty International, la più grande organizzazione per la difesa dei diritti umani.
Prima di scrivere “Come lacrime nella pioggia” ho raccolto numerose informazioni e letto altrettante testimonianze. Mi sono immersa nella cultura indiana, nello stile di vita indiano e, da un po’ di tempo, sono in contatto con alcune ragazze indiane, che mi ripetono che per la maggioranza delle donne, la vita in India è infernale.
Nelle maggiori città indiane, lentamente, le donne stanno trovando il loro posto. Le ragazze studiano e lavorano, cercando di trovare il loro posto nella società. Nonostante questi piccoli, grandi progressi, le donne nelle città indiane vivono ancora nella segregazione. Non hanno protezione, non hanno nessuno dalla loro parte, e se provano a vestire con abiti più attillati, o scollati, rischiano di attirare su di loro l’attenzione di uomini poco affidabili. In India, si dice che se una ragazza viene violentata la colpa sia sua, del suo atteggiamento, del suo modo di vestire, di muoversi, di camminare, di sorridere.
La polizia indiana è corrotta, e spesso i poliziotti preferiscono insabbiare ogni nuovo caso di stupro, preferiscono girare la testa dall’altra parte e non offrire alcun sostegno alla vittima. Ho letto numerose testimonianze di ragazze che hanno subìto una violenza sessuale o che sono state picchiate, e che hanno trovato il coraggio di dire basta, di rivolgersi alla polizia, ma che come risposta hanno solo ottenuto un: “A noi non interessa di te”. Oppure: “Se vuoi che i tuoi violentatori smettano di minacciarti, sposa uno di loro”.

Si stima che in India una donna sia violentata ogni venti minuti.

L’India è stato definito dalle Nazioni Unite il Paese peggiore in cui nascere donna.
La persecuzione per una bambina comincia ancora prima della sua nascita. L’aborto è divenuto una pratica comune in India, e poiché l’India è la terra degli uomini, ogni anno l’aborto impedisce la nascita di 500.000 feti tutti di sesso femminile.
La vita per le bambine, ragazze, donne e madri nei villaggi rurali dell’India non è migliore. Spesso le bambine non hanno l’opportunità di andare a scuola, e mentre delle volte i loro fratelli possono studiare, loro sono costrette a rimanere a casa, a occuparsi delle pulizie, di preparare del tè o qualcosa da mangiare, oppure sono costrette a lavorare nei campi o come arrotolatrici di bidis (sigarette indiane dei poveri). Nonostante la legge indiana del 1929 proibisca matrimoni al di sotto dei 18 anni per le donne e di 21 per gli uomini, nelle campagne succede spesso che sia le femmine sia i maschi sono costretti a sposarsi all’età di tredici anni, e tali unioni di matrimoni presentano un serio problema sociale e una violazione dell’infanzia.
Molte ragazzine indiane dei villaggi rurale sognano una vita migliore, sognano di poter andare a scuola, di vestire come vogliono, di sposare chi amano, di essere qualcuno.COME LACRIME NELLA PIOGGIA 1 - giustizia
Spesso, pur di non crollare, si ritrovano ad accettare le promesse degli uomini, che assicurano loro una vita migliore nelle grandi città oppure all’estero. Alla fine, tali ragazzine si ritrovano a lavorare nel giro della prostituzione.
Queste, e molte altre, sono le storie silenziose dell’India. Sono le storie che appartengono a quelle bambine, ragazze, donne e madri che ogni giorno piangono di nascosto, che si vedono scivolare via ogni cosa dalle dita.
L’India è un Paese magico e affascinante, sicuramente bello da visitare, ma credo sia molto importante che ognuno di noi conosca anche questo lato più nascosto.
“Come lacrime nella pioggia” non è una testimonianza, ma è un romanzo ispirato a delle vicende realmente accadute. È un romanzo di denuncia, ma anche di speranza e di amicizia, come l’amicizia che unisce le due protagoniste, Sarah, americana di ventidue anni, e Asha, quindicenne indiana. Un’amicizia che le porterà a lottare insieme fino alla fine, a lottare per un mondo migliore.

Con “Come lacrime nella pioggia” sostengo sia Change.org sia Amnesty International.COME LACRIME NELLA PIOGGIA 5 - Amnesty International
Ho lanciato una petizione su Change.org indirizzandola al governo indiano, per migliorare le condizioni di vita delle donne in India, e incoraggio tutti quanti a firmarla.
Firmare la petizione è veloce e gratuito e, una volta che avrò raccolto un elevato numero di firme, farò pressione sul governo indiano (accompagnando le mie parole dalla petizione), oppure mi rivolgerò a chiunque altro possa aiutare le donne indiane.
Per crescere, la mia petizione ha bisogno di ogni firma.
Ecco il link diretto alla mia petizione:
https://www.change.org/en-IN/petitions/to-the-governors-of-india-take-action-to-stop-sexual-harassment-and-to-protect-women-and-children-in-india

Con il mio romanzo, incoraggio anche a sostenere Amnesty International, che da cinquant’anni difende i diritti umani e si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. Il loro lavoro è impressionante, e credo fermamente che ogni essere umano vada protetto, difeso.
Amnesty International vive solo grazie al supporto economico dei loro soci e sostenitori: per rimanere imparziale e indipendente, infatti, non accetta soldi dai governi. Anche le imprese e le istituzioni economiche possono contribuire attivamente. COME LACRIME NELLA PIOGGIA 2 - bambini al lavoro
Sostenerli vuol dire difendere i diritti e le libertà fondamentali di ogni essere umano.
Chiunque può sostenere Amnesty, una famiglia, un privato, un’associazione e anche uno studente.
Sostenere Amnesty International è semplicissimo e sicuro: una persona può farlo versando una delle quote associative o una quota libera!
Vai al link:
http://sostieni.amnesty.it/
Oppure una persona può attivarsi con Amnesty contattando il Gruppo Locale o l’ufficio regionale della sua zona. Può partecipare alle manifestazioni di Amnesty, firmare gli appelli dell’associazione, iscriversi alla Newsletter per tenerti aggiornata o fare shopping acquistando gli articoli a marchio Amnesty International, prodotti dal commercio equo e solidale!
Vai al link:
http://www.amnesty.it/cosa-puoi-fare-tu/firma-appelli-azioni-attivati-sostienici-shopping.html

“Se tutti lavorassero per il proprio pane e niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e tempo libero per tutti… i nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, il nostro cibo si semplificherebbe. Allora mangeremmo per vivere, anziché vivere per mangiare.”
Mahatma Gandhi

 

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Gli articoli di (81)

  • Uta

    Ciaօ un mio cоllega mі ha twittato lla url di queѕto sito e sonno passata a vedere se sul
    seгio merita. Mi piace molto. L’hо messo tra i prеferiti.
    Stupеndo bloog e template meraviglioso!!

  • è da 4 ore сche giro ρer la rete e questo post è laa sola coѕa intereѕsante
    che leggo. Molto brillante. Ѕe tutte le persone ϲhe creano cοntеnbuti facessero attenzione di fornife materiale convincente come questo il web sarebbe siϲսramente mօlto più
    piacevole da lеggere. Ti ringгazio

  • Lorita Russo

    Gentilissimi, l’informazione corretta serve oltre che ad accrescere la conoscenza serve a poter anche interagire nello scambio idee

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